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Biglietto cinema omaggio Inferno


28 febbraio 1979
Bar ristorante “dell’Angelo”, Via Paolo Veronese 340, Torino
Barbara Azzaroni e Matteo Caggegi, militanti di Prima Linea, dopo una segnalazione anonima, vengono sorpresi e uccisi dalla polizia.
Testimonianza resa nel 1980 da un militante pentito di PL:
«Io e Barbara eravamo in un bar, in attesa del nostro ‘obiettivo’. Io ne uscii perché toccava a me il turno di ricognizione per accertare l’arrivo dell’obiettivo. Entrò Matteo che voleva fare colazione e stare un po’ con Barbara, per la quale aveva un livello notevole di simpatia personale. Matteo poi litigò con il proprietario del bar, che gli rimproverava di aver preso senza permesso la guida del telefono. Fu una lite violenta, quello chiamò la polizia. Però Matteo rimase tranquillo, seduto, a parlare con Barbara. Arrivarono tre equipaggi, della polizia, mentre Matteo e Barbara stavano ancora al bancone, per pagare.
Un poliziotto puntò la pistola su Barbara, un’altro la puntò su Matteo, che però cominciò a lottare con lui. Arrivarono anche gli altri poliziotti che spararono raffiche di mitra contro la vetrata. Barbara rimase colpita e cadde subito, Matteo fu ucciso dal poliziotto con il quale stava lottando e che gli sparò sei colpi nel torace. Dal punto di vista militare fu una vera esecuzione. Ho assistito personalmente alla scena sino alla fine. I poliziotti sembravano drogati, forse per la paura o la tensione, io ero praticamente in mezzo a loro, ma era tale l’agitazione che letteralmente non mi vedevano e dire che avevo i lineamenti tirati e le lacrime agli occhi per cui sarebbe stato facile capire chi ero…».
Il primo marzo del 1979, dopo una telefonata alla Gazzetta del Popolo, in una cabina telefonica di piazza Solferino, viene ritrovato un volantino di PL:
«Ieri 28 febbraio, sono caduti per mano degli sbirri della Digos, la compagna Barbara Azzaroni – Carla, e il compagno Matteo Caggegi – Charlie. Sono compagni combattenti di Prima Linea. Sono caduti in battaglia da comunisti, rispondendo al fuoco dei quaranta agenti arrivati sul posto con la ferma intenzione di uccidere…».
Sabato 3 marzo 1979, ad Orbassano, al funerale di Matteo Caggegi, partecipato da numerosi giovani, i suoi amici diffondono un volantino firmato “I compagni di Orbassano”:
«C’è chi dirà che era un clandestino, chi lo definirà un’assenteista, o chi tirerà in ballo la mafia a causa del padre (condannato all’ergastolo per omicidio): per noi, per chi lo ha conosciuto e ha lottato con lui, era un compagno. La sua scelta, quella della lotta armata contro i padroni, non pregiudica certo il nostro dolore e la nostra rabbia per la sua morte: non intendiamo nasconderci, come oggi fanno troppi compagni, dietro il silenzio, soltanto perché è morto con la pistola in pugno ànziché essere assassinato dai fascisti…».
Il 6 marzo 1979, il funerale di Barbara Azzaroni, a Bologna, diviene un lungo corteo di familiari, femministe, militanti della sinistra extraparlamentare, parenti di detenuti politici, che sfila per le vie del centro. Presenti anche molti agenti della Digos e della sezione antiterrorismo dei carabinieri.
Nell’occasione viene distribuito un volantino, firmato “Il Movimento”, in cui tra l’altro si legge:
«Il movimento di guerriglia è una componente del movimento rivoluzionario in Italia, movimento estremamente difficile e articolato, che ha comunque una sua unità reale e non fittizia nella individuazione di un comune nemico: questo Stato».[1]

Leggi anche  Giacinto Romanzin

28 febbraio 1979
Matteo Caggegi e Barbara Azzaroni, terroristi di Prima Linea, muoiono a Torino in uno scontro a fuoco con la polizia.[2]

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Fonti   [ + ]

1. La mappa perduta; Curatore Prette M. R.; Editore Sensibili alle Foglie (collana Progetto memoria)
2. L’Europeo – Misteri degli Anni di Piombo – Corriere della Sera- 11 novembre 2009