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11 aprile 1979
Thiene (VI)
A Thiene, la sera dell’11 aprile 1979, verso le ore 17, esplode un ordigno in un appartamento in via Vittorio Veneto 48.
Maria Antonietta Berna, Angelo Del Santo e Alberto Graziani – tre militanti dei Collettivi Politici Veneti per il Potere Operaio – muoiono dilaniati nell’esplosione provocata dallo scoppio accidentale della pentola a pressione piena di polvere di mina, con cui stanno preparando un ordigno.
Un quarto militante dei CPV, Lorenzo Bortoli, cui era intestato l’appartamento, viene arrestato insieme ad altri tredici nell’ambito dell’inchiesta apertasi in seguito all’esplosione e muore suicida in carcere il 19 giugno 1979.
Il 1 maggio 1979, a Vicenza, il “Comitato per la liberazione dei compagni arrestati”, in una conferenza stampa, rivendica i tre militanti con un documento dal titolo “Ci sono morti che pesano come piume e vite che pesano come montagne” con l’adesione di: Gruppi sociali della provincia, Comitati Operai di zona, Comitati di agitazione vicentini, Comitati di agitazione di Bassano, Donne proletarie in lotta, Collettivo Gulliver, Organismi Autonomi per il Contropotere. In esso si legge:
« Antonietta Berna: comunista, compagna di movimento. Una compagna che ha saputo fare le proprie scelte di vita, che ne ha sopportato, tutte le conseguenze fino ala rottura con la famiglia. Tutti la ricordiamo nelle lotte. vive in tutti noi.

Angelo Del Santo: militante comunista, avanguardia operaia e di movimento riconosciuto in tutta la zona di Thiene, Zané, Lugo, Schio. Un comunista che ha saputo rendere la sua militanza un modo di vivere quotidiano e concreto; da lui ogni compagno riusciva a trovare aiuto, sostegno, formazione. Sempre presente a fianco di chi ha lottato. Si era sposato da un mese, come conclusione ed impegno verso la compagna Chiara, dopo mesi di un intenso, fortissimo legame affettivo.
Per tutto questo vive profondamente radicato in noi, in tutti i comunisti.
Nel 1978 entra nel Consiglio di Fabbrica della Rimar, fabbrica metalmeccanica di Lugo, apre una vertenza che permette alla fabbrica di raggiungere un livello salariale, normativo, e rapporti interni ‘decenti’. Dirige la lotta contro gli straordinari, con le ronde ed i picchetti nei mesi da febbraio a giugno e poi di nuovo tra ottobre e dicembre.
Gestisce la lotta e la pratica politica delle Ronde dentro ai consigli di fabbrica e i consigli di zona, costringendo il sindacato ad uscire allo scoperto. Dirige la lotta sul diritto alla casa, agli spazi politici mediante l’occupazione degli stabili sfitti. Durante l’estate è sempre stato presente alla occupazione della Spinnaker Line, fabbrica tessile, in cui tutte le operaie erano state licenziate, lotta che fu vinta e in cui fu imposta la riassunzione di tutte le operaie. E non a caso ai funerali di Angelo hanno partecipato tutte le operaie della Spinnaker line, che hanno ottenuto un’assemblea riconoscendo in Angelo ed Alberto compagni della lotta, ed hanno portato fiori.
Un’altra assemblea si è tenuta alla Rimar, dove Angelo è stato ricordato per le battaglie ed il suo impegno in fabbrica.
Nell’ultimo mese aveva iniziato l’intervento sulla mensa zonale di Thiene, per l’imposizione dei prezzi politici. Nel contempo portava avanti un livello di coordinamento tra le fabbriche della zona di Lugo per organizzare momenti di lotta comune su obiettivi di fabbrica e territoriali.

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Alberto Graziani: militante comunista, avanguardia di movimento riconosciuto in tutto l’arco vicentino. Era stato l’organizzatore e l’animatore di Thiene che era riuscito a trasformare in un centro di crescita e dibattito politico, in un paese in cui il grigiore e l’oppressione naturale del sistema DC è pesantissima. Compagno che sapeva portare ovunque la sua gioia di vivere, la sua carica, la profonda coscienza di essere comunista, non solo come ideale lontano ma come pratica costante.
Dirige tutte le lotte territoriali dell’ultimo anno; è presente a tutta la lotta contro gli straordinari; gestisce la lotta sulla casa e sugli spazi politici. Nell’ultimo periodo aveva diretto l’intervento sulla mensa e rispetto ai precari ed ai disoccupati. È sempre stato presente a tutte le scadenze del movimento portando il suo attivo contributo. È sempre presente tra noi ».

Il 13 aprile 1979, le forze dell’ordine militarizzano l’intero territorio intorno a Thiene. Ciononostante molte centinaia di giovani affluiscono da tutto il Veneto per salutare Angelo Del Santo, seppellito a Chiuppano, e Maria Antonietta Berna, sepolta a Thiene.
Il 14 aprile 1979, al funerale di Alberto Graziani partecipano alcune centinaia di persone e molti giovani, dopo aver superato i numerosi posti di blocco disposti dalle forze dell’ordine intorno alla città, salutano in silenzio, a pugno chiuso e con lancio di garofani rossi la bara sepolta a Sarcedo.
Nel volantino di rivendicazione del ferimento intenzionale di Antonino Mundo, medico presso il carcere di Vicenza, l’1 dicembre 1981, il Fronte Comunista per il Contropotere li ricorda così: “I comunisti non dimenticano; come non hanno dimenticato Antonietta, Alberto, Angelo caduti combattendo per il Comunismo, per un futuro senza galere, senza carceri, senza aguzzini, senza torturatori e senza sfuttamento”.

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Angelo Del Santo, nato a Chiuppano (VI), l’ 8 marzo 1955, studi superiori, operaio[1]


Biglietto cinema omaggio Inferno

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Fonti   [ + ]

1. La mappa perduta; Curatore Prette M. R.; Editore Sensibili alle Foglie (collana Progetto memoria)