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Info & Biblio

Giovanni Benelli (Poggiole di Vernio, 12 maggio 1921 – Firenze, 26 ottobre 1982) è stato un cardinale italiano, diplomatico della Santa Sede, allievo di Giovanni Battista Montini alla Segreteria di Stato vaticana, della quale fu poi sostituto, e arcivescovo di Firenze.
Fu “grande elettore” di Albino Luciani nel conclave dell’agosto 1978 e uno dei papabili all’elezione al soglio pontificio nel successivo conclave del mese di ottobre dello stesso anno.

Citato [1]

Wikipedia

Biografia

Nato in provincia di Prato, ricevette l’ordinazione nel 1943 e un anno dopo iniziò la sua carriera ecclesiastica.

Nel 1966 fu nominato da papa Paolo VI pro nunzio apostolico in Senegal, in modo da intraprendere un dialogo che vedesse coinvolti il cattolicesimo, l’islamismo e l’animismo. L’anno seguente fu nominato Sostituto alla Segreteria di Stato.

Nell’aprile 2013, WikiLeaks ha pubblicato un cablogramma del National Archives and Record Administration (NARA) del 18 ottobre 1973, concernente una conversazione tra il Segretario di Stato degli Stati Uniti Henry Kissinger e il sostituto segretario di Stato Vaticano Benelli, inviato a Washington dall’Ambasciata statunitense presso la Santa Sede. In tale documento di sole cinque settimane successivo al golpe in Cile che rovesciò il governo del socialista Salvador Allende, Benelli bollò come “propaganda comunista” la gravità dei massacri e gli abusi del generale Augusto Pinochet, nonostante la carneficina perpetrata dai militari e i cinquemila dissidenti finiti in carcere[1].

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Nel 1977 Benelli fu nominato arcivescovo di Firenze.

Quando Giovanni Battista Montini morì (il 6 agosto 1978), Benelli, pur controllando una cinquantina di “grandi elettori”[2] era inviso alla parte progressista della Chiesa[3], mentre i cardinali più conservatori sembravano propendere per l’arcivescovo di Genova Giuseppe Siri[4]. Propose, quindi come mediazione tra gli schieramenti la candidatura di Albino Luciani, patriarca di Venezia, che fu eletto Papa al quarto scrutinio[5].

Con la prematura morte – dopo appena 33 giorni – del nuovo papa, che aveva assunto il nome di Giovanni Paolo I, entrò in conclave tra i “papabili” ma, ancora una volta, in forte contrasto con Giuseppe Siri. Secondo il giornalista Sebastiano Messina, al primo scrutinio i due schieramenti contrapposti si sarebbero fronteggiati sostanzialmente appaiati, con una trentina di voti a testa attribuiti sia a Siri che a Benelli.[6] Durante gli scrutini successivi, i due candidati avrebbero superato a turno la maggioranza dei voti, senza, però, raggiungere i due terzi necessari per l’elezione. La situazione di stallo favorì il formarsi della candidatura di mediazione e, poi, l’elezione del polacco Karol Wojtyła (asceso al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II).

Benelli continuò la sua attività di arcivescovo di Firenze, dove morì il 26 ottobre 1982 in seguito ad un attacco di cuore. Non era amato dal clero fiorentino (a Firenze girava il detto “il Cardinal Benelli: Dio lo fece, e buttò via i modelli”), causa il suo atteggiamento giudicato eccessivamente autoritario e burocratico. Eppure Benelli stesso era ben cosciente dei propri limiti come pastore, essendo uso dire: “Ho imparato a fare il vescovo a Firenze”. Durante il breve periodo fiorentino ebbe modo di consacrare al culto la Chiesa dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo[7]. Benelli ha ricevuto sepoltura all’interno del Duomo di Firenze.

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Fonti   [ + ]

1. In nome di Dio. La morte di papa Luciani Autore David A.Yallop e C. Micillo. Editore Bantam Books